sabato 20 settembre 2014
 
Benessereagorafobia
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Le informazioni riportate in questa sezione hanno solo uno scopo informativo/illustrativo: non costituiscono e non provengono né da prescrizione né da consiglio medico.

"...ciascuno di voi sappia possedere il proprio corpo in santità e onore..." (1° Tessalonicesi 4:4)
"Se uno guasta il tempio di Dio, Dio guasterà lui; poiché il tempio di Dio è santo; e questo tempio siete voi." (1° Corinzi 3:17)

 

  

  
  
   
  
   

Agorafobia, ovvero la paura degli spazi aperti

Agorafobia: la paura degli spazi aperti 

agorafobia  

L'agorafobia è la paura di trovarsi in spazi aperti (piazze, treni, locali pubblici, ecc.)  

Le origini storiche del disturbo risalgono al 1621 quando lo psichiatra Robert Burton descrisse per primo alcuni casi aventi queste caratteristiche. 
Ma il termine agorafobia non venne utilizzato fino al 1872, quando il neurologo Karl Westphal lo usò per la prima volta. 

A quei tempi, gli unici a soffrirne erano uomini, dato che all’epoca le donne non usavano andarsene liberamente in giro per le strade da sole.
Oggi, questa tendenza si è invertita, dato che l’agorafobia colpisce maggiormente le donne nella proporzione di due terzi. 

È abbastanza comune che chi soffra di agorafobia sviluppi un comportamento sfuggente, e questo contribuisce a restringere il proprio potenziale fino al punto che non si riesce più a portare a termine le attività quotidiane più semplici come fare la spesa al supermercato, o relazionarsi con i propri familiari in luoghi diversi da casa propria.
La persona che soffre di agorafobia suole temere la perdita della sicurezza, che identifica con la sua propria casa, motivo per il quale restringe le proprie attività ai luoghi dove si sente più protetta e sicura. 
Nelle forme più serie la persona è totalmente incapace di uscire di casa.

Generalmente il disturbo inizia in età compresa tra i 18 ed i 35 anni ed ha come caratteristica la comparsa di ansia e attacchi di panico all'approssimarsi di una situazione temuta.   

Come credenti non possiamo che affermare che Dio è
"Colui che può ... fare smisuratamente al di là di quanto chiediamo o pensiamo"
Efesini 3:20 

e questo ci conferma che in Lui va riposta la nostra fiducia e le nostre preghiere.

La fede è:
"certezza di cose che si sperano, dimostrazione di cose che non si vedono" (Ebrei 11:1)
Quando noi crediamo e speriamo questo,
"Non sarete voi a combattere in questa battaglia; prendete posizione, state fermi e vedrete la liberazione dell'Eterno, che è con voi"
II lettera ai Corinzi 20:17 
 

Anche l'agorafobia, quindi, può essere guarita semplicemente riponendo la propria fiducia in Dio.

Dio ti benedica 
Parzialmente tratto da: angolo-psicologia.blogspot.it

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